VIABILITÀ, VIDONI (FDI): DE TONI E MAGGIORANZA OSTAGGI DI MARCHIOL

“Quanto accaduto ieri in Consiglio comunale lascia davvero l’amaro in bocca. Su una mozione semplice e di assoluto buon senso, presentata dal collega Gianni Croatto, per rafforzare la sicurezza dei pedoni nelle aree pedonali del centro storico, attraverso più controlli della Polizia Locale e maggiori azioni di prevenzione, l’aula ha assistito a una delle pagine più tristi di questo mandato. La mozione non chiedeva nulla di ideologico né di divisivo ma proponeva un atto utile ai cittadini, pensato per tutelare tutti coloro che vivono e frequentano il centro storico a piedi.

Eppure, dopo oltre un’ora di discussione, il Partito Democratico ha chiesto cinque minuti di sospensione – diventati venti – per riunire una maggioranza spaccata, nella quale alcuni consiglieri si erano detti favorevoli e altri contrari. Alla ripresa dei lavori il capogruppo del PD si è alzato per chiedere il rinvio della votazione, sostenendo la necessità di arrivare a una quadra più completa. Una scena incomprensibile, considerato che non si stava discutendo di massimi sistemi bensì di un documento concreto e utile alla città.

Ormai è sempre più sotto gli occhi di tutti come il sindaco De Toni e la sua maggioranza siano ostaggi dell’assessore Marchiol su tutto ciò che riguarda la viabilità cittadina. Il vero sindaco nei fatti è lui: è Marchiol a dettare la linea, è Marchiol a comandare ed è bene che i cittadini lo sappiano. Lo stesso assessore infatti aveva annunciato fin da subito il voto contrario provocando malumori e mugugni all’interno del centrosinistra. Il risultato è stato un teatrino politico surreale, con il vicesindaco Venanzi che ha abbandonato i lavori dell’aula, scegliendo di non assistere oltre a quanto stava accadendo. Tutto questo si poteva evitare perché su temi come la sicurezza dei pedoni il Consiglio comunale avrebbe dovuto dare un segnale di maturità. Invece, abbiamo visto una maggioranza in confusione, divisa e più preoccupata di non smentire l’assessore Marchiol, impegnato a trasformare tutto in una battaglia ideologica contro le auto che in questo caso non c’entravano nulla, anziché di ascoltare le legittime preoccupazioni dei cittadini.

La seduta era iniziata con un momento di alto significato: la commemorazione del 50° anniversario del terremoto da parte dell’on. Diego Carpenedo, che ha richiamato i valori del modello Friuli e quanto fatto dalla classe politica di allora per la ricostruzione. Proprio per questo, chiudere i lavori così è stato ancora più triste e di basso livello.”

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